Come illuminare il tuo evento teatrale

CENNI STORICI

Il teatro esiste da sempre, come momento di riflessione e svago culturale di ogni società.

Già nell’antica Grecia (la parola teatro deriva infatti dal greco théatron che significa spettacolo), Platone con il mito della caverna, inscena una forma di rappresentazione della realtà. Nel suo testo prigionieri incatenati osservano, sul muro davanti a loro, le ombre proiettate dal fuoco. Relegati lì fin da fanciulli essi ritengono che le ombre siano l’unica e vera realtà esistente.

I Greci tenevano molto in considerazione le diverse fonti di luce. Avendo solo il supporto della luce naturale del sole e delle torce, i loro spettacoli iniziavano all’alba e finivano al tramonto, per sfruttare al massimo tutte le variazioni naturali della luce. Anche gli anfiteatri stessi venivano realizzati a seguito di un sapiente studio riguardante l’esposizione ai diversi punti cardinali e di conseguenza all’illuminazione solare.

L’ILLUMINAZIONE NEL TEATRO DI OGGI

Al giorno d’oggi, con le nuove tecnologie sempre più innovative, quello che un tempo richiedeva mesi di preparazione (bozzetti, disegni su carta, scenografie intagliate nel legno o dipinte a mano), può essere sviluppato in pochissimo tempo.

Nonostante gli innumerevoli supporti però, l’illuminazione richiede sempre uno studio approfondito e dettagliato. Cambiare di qualche grado il posizionamento di un proiettore rispetto ai soggetti da illuminare può modificare totalmente la visione della scena rappresentata.

Il discorso illuminotecnico infatti ricopre un ruolo di primaria importanza, poiché illumina la scena, creando quella differenza tra il vedere e l’osservare. L’osservare che ci permette di conoscere ed entrare dunque nel vivo della rappresentazione.

Attraverso sapienti artifici ed anche con l’utilizzo delle videoproiezioni, si crea un’ambientazione descrittiva di volta in volta diversa e in grado di rappresentare appieno i personaggi. La scelta di alcune luci suggerisce cambiamenti climatici o spazio-temporali. Una luce calda, come l’arancio, può rappresentare il giorno. Una luce fredda, come il blu, può portarci nella notte. Un proiettore che illumina una scena specifica può dare l’idea di un ambiente chiuso, una stanza. Attraverso la corretta illuminazione si riesce inoltre ad enfatizzare l’emozione che gli attori stanno rappresentando sulla scena. Dunque una fonte luminosa proveniente di taglio vuole descriverci una situazione drammatica; una luce di piazzato generale ci invita in un ambiente conviviale.

IL DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA

La figura professionale che si occupa di far sognare lo spettatore teatrale attraverso  giochi di luci e ombre viene definito direttore della fotografia o lighting designer. Questi disegna la scena con l’impianto illuminotecnico, realizza render in cad navigabili in 3D e segue la programmazione intera dello spettacolo, assegnando precise posizioni ai ballerini e agli attori. Le sue indicazioni tecniche sono rivolte ad un lighting programming, in gergo chiamato consollista o tecnico luci, che gestisce la consolle luci. L’importante è capire al volo le variazioni scenografiche, l’emotività dei personaggi e soprattutto in caso di spettacolo musicale è fondamentale andare a tempo di musica per far coincidere ritmo e cambi luci! In caso di spettacoli altamente complessi o per i musical spesso è richiesta una programmazione in Time Code in cui audio, luci e video sono sincronizzati.

Per approfondire vi invitiamo a visitare il canale youtube di Aleventi dove potrete trovare alcuni esempi d’illuminazione. Alcuni più complessi e dinamici come nella coreografia THE CLONE, altri più teatrali come in ALL OF ME, coreografia creata e ballata da Alessandro Candida. Entrambi con il progetto luci di Alessandro Molinari.

IL VALORE DELLA RAPPRESENTAZIONE TEATRALE

Ciò che rende immortale il valore del teatro, rispetto a quello del cinema e della televisione, è la fisicità dell’uomo e il suo rapporto diretto con il pubblico, il qui ed ora. Far avvicinare i giovani al teatro è la più grande risorsa culturale che abbiamo, per aiutarli a capire il mondo, comprendere sé stessi e potersi poi relazionare serenamente con gli altri. Esso ci addentra in una dimensione di sogno, in cui proiettare la nostra realtà, allarga gli orizzonti, forma le menti e genera sentimenti. Attraverso metafore, similitudini o semplici racconti della quotidianità, fornisce una chiave di lettura per la nostra vita. Chi lo conosce lo ama e non potrebbe vivere senza.

Fai parte di una compagnia teatrale? Sei una compagna di danza? Stai organizzando una premiazione o una manifestazione teatrale?

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